Manutenzione porte tagliafuoco

Etichetta manutenzione

La nostra azienda è specializzata nella manutenzione e riparazione di serramenti tagliafuoco e vie di esodo (alluminio, legno, ferro, pvc) con un’esperienza ventennale. Disponiamo di tecnici esperti e qualificati, ricambistica plurimarca e serramenti pronti alla posa. La porta tagliafuoco va manutentata da personale competente, che conosce quali sono gli interventi e le modifiche possibili, da non compromettere certificato ed omologa del serramento. I nostri servizi:

  • manutenzione ordinaria;
  • manutenzione straordinaria;
  • ricambistica plurimarca;
  • serramenti tagliafuoco pronti per la posa;
  • maniglioni antipanico marchio CE;
  • accessori;
  • manutenzione estintori ed impianti;
  • cartellonistica;
  • preventivi gratuiti.

Perchè la manutenzione

Una corretta e puntuale manutenzione, oltre alla mera obbligatorietà imposta dal Decreto Ministeriale 10 Marzo 1998, risulta indispensabile per evitare usure precoci dei serramenti, correggere in tempo installazioni e funzionamenti non corretti, che possono portare a dover cambiare parti costose o addirittura l’intero serramento.

Il D.M. 10 Marzo 1998 obbliga una manutenzione ordinaria con frequenza almeno semestrale (2 interventi in un anno a distanza di sei mesi), sia su porte tagliafuoco, che su qualsiasi altro serramento installato lungo il percorso di fuga, che sia in alluminio, ferro, legno o altro materiale.

Ovviamente la manutenzione ordinaria semestrale in certi casi non è sufficiente, ci sono serramenti dove bisogna intervenire più spesso, per manutenzioni anche straordinarie, poiché soggetti ad un elevato numero di aperture/chiusure. Fondamentale la corretta sorveglianza e tempestiva segnalazione del guasto dal responsabile della struttura all’azienda incaricata della manutenzione.

Ricordiamo sempre che la porta tagliafuoco “soffre” un utilizzo intenso, soprattutto se è prevista con la sola molla di auto chiusura di serie, questo sistema ha il grave difetto di non poter controllare la velocità di chiusura che aumenterà sempre più, fino a causare una chiusura violenta, compromettendo la muratura, il pannello porta, serrature e maniglioni antipanico.

Spesso vediamo questo

  • Cerniere storte;
  • dispositivi di chiusura snervati, inefficienti, disarticolati;
  • regolatori di chiusura divelti;
  • ritegni elettromagnetici guasti o non collegati;
  • presenza di zeppe e di cunei;
  • ammaccature, saldature e collegamenti non integri;
  • buchi e tagli;
  • profili aperti e piegati;
  • serrature asportate o bloccate;
  • maniglioni distorti, incastrati o bloccati;
  • installazioni "fuori norma";
  • ancoraggi divelti;
  • accessori non previsti aggiunti "post operam";
  • componenti sostituiti non idonei al prototipo;
  • guarnizioni termoespandenti usurate o asportate.

Consigli

Qualche consiglio per allungare la vita delle vs porte tagliafuoco:

  • controllare la corretta posa del serramento, che deve essere dichiarata dall’installatore su apposito modulo, in particolare verificare che il telaio sia perfettamente appoggiato al pavimento, le fughe tra le ante siano regolari e che apertura e chiusura siano libere e senza impuntamenti o “tiraggi del telaio”;
  • controllo della corretta installazione del fermo anta secondaria, (solo porte a due ante) è infatti “prassi” non montare questo componente, poiché può creare situazioni di inciampo;
  • il fermo anta è parte integrante del serramento omologato ed evita lo svergolamento dell’anta secondaria e la conseguente sostituzione del serramento. É obbligatorio montarlo, come dicono le istruzioni di posa fornite dal produttore. Se esistono reali problemi di inciampo, si può optare per l’installazione di un dispositivo a scomparsa;
  • applicazione di chiudiporta aereo specifico, questo accessorio permette una chiusura regolare e silenziosa del serramento da qualsiasi posizione, salvaguardando lo stesso, la muratura e gli accessori;
  • in caso di passaggi sovraffollati, se possibile, dotare la porta di un sistema di apertura forzata con un elettromagnete collegato ad impianto di rilevazione fumo e temperatura, centralizzato o monozona;
  • qualsiasi altro sistema di tenuta porta aperta non è conforme alla normativa vigente. Es. tacchi di legno, cordicelle, bloccaporta meccanici a muro o pavimento.

Normativa

Tutte le porte resistenti al fuoco devono essere regolarmente controllate per assicurarsi che non sussistano danneggiamenti e che chiudano regolarmente con il dispositivo di autochiusura”

- D.M.10 MARZO 1998 -

“Le porte munite di dispositivi di chiusura automatici devono essere controllate periodicamente per assicurare che i dispositivi siano efficienti e che le porte si chiudano perfettamente. Tali porte devono essere tenute libere da ostruzioni.”

- D.M.10 MARZO 1998 -

“Tutte le porte sulle vie di uscita devono essere regolarmente controllate per assicurare che si aprano facilmente. Ogni difetto deve essere riparato il piu' presto possibile ed ogni ostruzione deve essere immediatamente rimossa”

- D.M.10 MARZO 1998 -

“La responsabilità dell’efficienza del funzionamento dei serramenti è a carico del responsabile tecnico della struttura.”

- D.M.10 MARZO 1998 –

“Il datore di lavoro e' responsabile del mantenimento delle condizioni di efficienza delle attrezzature ed impianti di protezione antincendio. Il datore di lavoro deve attuare la sorveglianza, il controllo e la manutenzione delle attrezzature ed impianti di protezione antincendio in conformita' a quanto previsto dalle disposizioni legislative e regolamentari vigenti.

- D.M. 10 Marzo 1998 -

“L’attivita’ di controllo periodica e la manutenzione devono essere eseguite da personale competente e qualificato secondo le istruzioni dettate dal produttore”.

- D.M.10 MARZO 1998 -

SORVEGLIANZA: controllo visivo atto a verificare che le attrezzature e gli impianti antincendio siano nelle normali condizioni operative, siano facilmente accessibili e non presentino danni materiali accertabili tramite esame visivo. La sorveglianza puo' essere effettuata dal personale normalmente presente nelle aree protette dopo aver ricevuto adeguate istruzioni.

- D.M.10 MARZO 1998 -

“CONTROLLO PERIODICO: insieme di operazioni da effettuarsi con frequenza almeno semestrale, per verificare la completa e corretta funzionalità delle attrezzature e degli impianti”

- D.M.10 MARZO 1998 – allegato VI

“MANUTENZIONE ORDINARIA: operazione che si attua in loco, con strumenti ed attrezzi di uso corrente. Essa si limita a riparazioni di lieve entita', abbisognevoli unicamente di minuterie e comporta l'impiego di materiali di consumo di uso corrente o la sostituzioni di parti di modesto valore espressamente previste.

- D.M.10 MARZO 1998 -

"MANUTENZIONE STRAORDINARIA: intervento di manutenzione che non puo' essere eseguito in loco o che, pur essendo eseguita in loco, richiede mezzi di particolare importanza oppure attrezzature o strumentazioni particolari o che comporti sostituzioni di intere parti di impianto o la completa revisione o sostituzione di apparecchi per i quali non sia possibile o conveniente la riparazione.

- D.M.10 MARZO 1998 -

“L'utilizzo di porte resistenti al fuoco installate lungo le vie di uscita e dotate di dispositivo di autochiusura, puo' in alcune situazioni determinare difficolta' sia per i lavoratori che per altre persone che normalmente devono circolare lungo questi percorsi. In tali circostanze le suddette porte possono essere tenute in posizione aperta, tramite appositi dispositivi elettromagnetici che ne consentano il rilascio a seguito: - dell'attivazione di rivelatori di fumo posti in vicinanza delle porte; - dell'attivazione di un sistema di allarme incendio; - di mancanza di alimentazione elettrica del sistema di allarme incendio; - di un comando manuale.

- D.M. 10 Marzo 1998 -

“I controlli, le verifiche, gli interventi di manutenzione e l’informazione di cui al comma 1, devono essere annotati in un apposito registro a cura dei responsabili dell’attività. Tale registro deve essere mantenuto aggiornato e reso disponibile ai fini dei controlli di competenza del Comando.”

- D.P.R. 1 Agosto 2011 art. 6 punto 2 -

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